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Itinerari naturalistici dei Monti Amerini a cura della Comunità Montana dell'Amerino "Croce di Serra"- Guardea

I seguenti itinerari sono stati proposti dalla Comunità Montana dell’Amerino “Croce di Serra”.
Percorso 1-2 - Macchie – Sorgente di Capita

Distanza km 3,100

Tempo di percorrenza: ore 1,15 (adulti e bambini)

Grado di difficoltà: facile

Il presente tragitto ha origine dall’area di sosta situata in prossimità dell’abitato di Macchie di Amelia dove la Comunità Montana dell’Amerino ha realizzato nel 2002 un sentiero ambientale-didattico sul governo del bosco. Percorse alcune centinaia di metri della Strada Macchie-Castello attraverso terreni agricoli, l’itinerario prosegue lungo piacevoli tratti di macchia mediterranea. Continuando la passeggiata si scorge un piccolo invaso alimentato da acqua sorgiva che funge da abbeveraggio per il bestiame che pascola in zona.

La presenza d’acqua anche i periodi siccitosi, fa capire al visitatore che è ormai giunto in prossimità dell’arrivo del primo itinerario. Percorsi altri trecento metri circa si giunge infatti all’area attrezzata della Sorgete di Capita caratterizzata dalla presenza di piante di leccio di notevoli dimensioni. A ridosso della parete rocciosa si scorge una costruzione che protegge la sorgente.

L’assoluto silenzio della zona rotto solo dal canto degli uccelli, consente al visitatore di percepire il rumore dell’acqua che sgorga dalle pareti. Poco più a valle della fonte è posto un piccolo fontanile alimentato dal troppo pieno della sorgente stessa.

Percorso 2-3 - Sorgente di Capita – Piani Peloni

Distanza km 1,100

Tempio di percorrenza: ore 0,30 (adulti e bambini)

Grado di difficoltà: facile

Lasciata alle spalle l’area attrezzata di Capita si riprende la strada in discesa e dopo circa mt.150 si svolta a sinistra per immergersi in una fitta vegetazione costituita da lecci e carpini che formano, con la loro chioma , un tunnel naturale molto ampio. Il tracciato percorre una vecchia pista di servizio utilizzata per lo smacchio della legna. Quando la pendenza della strada si fa più consistente, il visitatore è ormai prossimo alla terza area attrezzata. La fitta vegetazione lascia spazio ad un’ampia radura che costituisce un autentico crocevia per varie destinazioni. Il visitatore è giunto all’area attrezzata di Piani Peloni ad una altitudine di mt.684 s.l.m.

Ai bordi della radura è possibile ammirare dei contenitori in pietra in parte naturali e in parte creati dall’uomo, denominati “pitali” , dove la leggenda vuole che in passato i monaci presenti in zona, raccogliessero l’acqua da utilizzare per vari usi.

Percorso 3-4 - Piani Peloni – Piani Cruci

Distanza km 0,450

Tempo di percorrenza: ore 0,15 (adulti e bambini)

Grado di difficoltà: medio

Da Piani Peloni prendendo in direzione ovest la strada “Frattuccia-Guardea”, si raggiunge in breve tempo la radura di Piani Cruci, dove è stata realizzata un’area attrezzata per lo svago e ristoro all’aria aperta.

Da questo punto a quota 726 mt. è possibile ammirare verso nord la cima del Monte Pianicel Grande, ad est Cima Aiola e a sud la cima del Monte Castellare. Ai piedi di quest’ultimo è nota alle credenze popolari la località “Macea Caprina” dove si dice sia stato interrato un capretto d’oro. Portandosi ai bordi della radura in direzione ovest, è possibile scorgere tra i rami degli alberi i ruderi di Guardea Antica e la sottostante vallata di Cocciano.

Percorso 4-5 - Piani Cruci – Acerone

Distanza km 1,250

Tempo di percorrenza : ore 0.45 (adulti e bambini)

Grado di difficoltà: medio

Dopo una sosta a Piani Cruci, l’itinerario proposto va in direzione nord verso l’Acerone.

Le comode strade e le piste che hanno accompagnato il visitatore lasciano ora il posto ad un sentiero che si immerge nella macchia mediterranea.

Durante il percorso è possibile ammirare stupenti esemplari di lecci secolari e tracce della presenza dell’uomo che , in passato, per vivere, frequentava in maniera assidua il bosco. Si incontrano difatti spazi aperti dove venivano allestite delle carbonaie e, più in avanti, delle costruzioni in pietra a secco (senza ausilio di malta) “Stalletti che servivano per il ricovero di maiali pascolanti in zona. Quando la fitta vegetazione lascia il campo ad ampie radure, lo sguardo del visitatore può spaziare a 360° all’orizzonte.

Ad est è possibile ammirare la catena dei Monti Martani, più a sud la sagoma inconfondibile del Monte Terminillo e, a seguire, quella del Monte Soratte.

Continuando a ruotare lo sguardo in senso orario, si possono ammirare i Monti Cimini e ad ovest la famosa cupola di Montefiascone. Nelle giornate più limpide oltre al Monte Amiata e al Monte Cetona, si riesce a distinguere alcuni centri caratteristici come Civita di Bagnoregio e la parte apicale del Duomo di Orvieto.

Da qui è possibile ammirare in maniera dettagliata i ruderi di Guardea Vecchia e l’imponenza del Castello del Poggio di Guardea che domina la vallata del Tevere con l’Oasi di Alviano.

Da quota 880 mt. s.l.m. tuffandosi nuovamente nel bosco appare al visitatore la sagoma inconfondibile dell’Acerone. Questo esemplare di Acer Obtusatum di notevoli dimensioni è stato anche segnalato in un giornale nazionale tra le bellezze naturali d’Italia.

Percorso 5-6 – Piani Peloni – Grotta Bella

uesto esemplare di acer ObtusatumDistanza km 2,700

Tempo di percorrenza: ore 1,20 (adulti e bambini)

Grado di difficoltà: facile

Tornati di nuovo a Piani Peloni si può percorrere l’ultimo itinerario proposto che conduce alla Grotta Bella.

Prendendo la strada che scende in direzione nord ci si immerge di nuovo nel bosco. Il leccio, fin ora specie dominante, lascia spazio al carpino, alla quercia e alla roverella.

Durante il tragitto si incontra una vecchia cava di inerti ormai dimessa. Giunti a fondo valle si lascia la strada principale che conduce alla frazione di S.Restituta per prendere sulla destra una vecchia pista a fondo naturale,. Dopo circa settecento metri si lascia nuovamente la pista sterrata per un breve sentiero che conduce alla Grotta Bella, ultima località degli itinerari proposti.

Informazioni: Comunità Montana dell’Amerino”Croce di Serra” – tel.0744/903222

 
Una passeggiata nel Parco del Rio Grande
immagine Una passeggiata nel Parco del Rio Grande
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Il territorio Amerino, per la sua naturale configurazione, permette la pratica di molti sport all’aria aperta.
Immergersi nella natura, percorrerla a piedi o in mountain bike, viverla nei suoi molteplici aspetti è quello che si può realizzare in questo territorio dove lo sport non è solo fonte di benessere ma anche “un’avventura” da vivere intensamente. Sul territorio si possono effettuare una serie di itinerari naturalistici, molti dei quali opportunamente segnalati, adatti ad ogni grado di preparazione fisica; dalle passeggiate più rilassanti alle impegnative escursioni in trekking e in mountain bike, si può praticare la pesca sportiva e il birdwatching.
I monti del nostra zona si animano anche di un suggestivo mondo sotterraneo, meta degli speleologi. L’esplorazione del sottosuolo riserva inaspettate sorprese nel territorio amerino, basti pensare alle numerose escursioni speleogiche che si possono effettuare nelle cavità naturali della zona.

Per gli amanti dell’equitazione, numerose strutture agrituristiche di Amelia ed intorni offrono la possibilità di seguire dei corsi di equitazione e di effettuare lunghe e piacevoli passeggiate a cavallo nei boschi immergendosi nel verde e nel silenzio delle colline umbre.
Nu
merosi i parchi attrezzati come "La Cavallerizza", a pochi km da Amelia, il Parco di San Silvestro presso Fornole e il Parco Mattia e S.Giovanni a Porchiano del Monte.

Il Parco del Rio Grande, sulla strada da Amelia a Macchie, è uno dei luoghi più interessanti della zona dove è stata realizzata una pista ciclabile e pedonale e un rilassante percorso-salute provvisto di tabelle e segnalazioni che consente al visitatore di percorrere dei sentieri fino al piccolo specchio d’acqua del lago Vecchio e quindi alla medievale e suggestiva Diga de “La Para”.

Il Lago Vecchio, pittoresco specchio d’acqua ottenuto con lo sbarramento del Rio Grande, con il tempo e grazie al trasporto di sedimenti ha acquistato sempre più i caratteri di un grazioso stagno, le cui sponde, in piccolo, riproducono quelle del Lago di Alviano, con gli ontani, i salici, i pioppi.

In momenti tranquilli si può intravedere il volo di qualche anatra selvatica o di uno spettacolare airone.

Intorno ad Amelia, incassato in una stretta valle rocciosa, scende il Rio Grande che raccoglie le acque di un insieme di torrenti provenienti dai rilievi retrostanti, passando sotto leggendari ponti dal nome evocativo:l’Infernaccio, Il Purgatorio e il Paradiso.

Ideale per trascorrere una domenica al Lago, il Parco è attrezzato con un punto di ristoro e tavoli per pic-nic.
L’area prevede un progetto di valorizzazione di alcune specie arboree che un tempo caratterizzavano la zona, tra cui i cosiddetti “frutteti antichi”.
L
a zona è sotto la tutela dell' Associazione "Amici del Rio Grande", associazione di volontariato nata nel 1974 che si prefigge di conservare e tutelare lo sviluppo delle specie animali e vegetali presenti nello specchio d’acqua e nelle sue adiacenze attraverso la creazione e la manutenzione delle strutture necessarie alla fruibilità turistica, nonchè il suo recupero funzionale e la sua valorizzazione. L’associazione gestisce un punto di ristoro presso ponte Alvario, cura la pulizia del percorso pedonale e ciclabile del “Parco fluviale”.
La sede della Associazione si trova in
località Ponte Alvario, presso il Rio Grande di Amelia.
tel. 0744-981067 347-4819214

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